Platano: il pane dei Caraibi

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Il platano appartiene al genere “musa” di cui fanno parte altre specie però, come potete ben capire dalle immagini, fa parte della famiglia delle banane. Per chi non lo sapesse, in spagnolo banana si dice proprio platano.

Il platano è un frutto tropicale e si consuma cotto, i paesi in cui è alla base dell’alimentazione sono quelli del Sud America e dell’America Centrale. Curiosando tra i libri di cucina internazionale abbiamo scoperto che in Venezuela vi sono molte ricette che hanno il platano tra gli ingredienti principali; viene utilizzato tutti i giorni proprio come noi facciamo con il pane e la pasta. Una delle caratteristiche del platano è che si può mangiare in tutte le fasi della maturazione. Il platano è molto nutriente, è ricco di vitamine A e C e di fibre, non contiene colesterolo e ha un alto contenuto di carboidrati. È stato stimato che 100 gr di prodotto apportano circa 122 calorie.

Il platano è una pianta erbacea gigante originaria della Malesia, e i frutti raggiungono anche 40 centimetri di lunghezza. All’interno la polpa si presenta di colore giallastro e tende leggermente al rosa, se la buccia esterna è verde, il sapore è piuttosto dolciastro e la consistenza amidacea ad alcuni ricorda la patata, quando l’involucro assume delle tonalità più scure, tendenti al marrone, il sapore diventa più dolce e ricorda molto quello della banana perché gli amidi subiscono un processo di trasformazione che li rende degli zuccheri a tutti gli effetti.

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Il platano verde solitamente viene utilizzato fritto o cotto, mentre quello nero è perfetto per le preparazioni di ricette dolci. Purtroppo non si trova facilmente nel banco della frutta, ma solo nei negozi di alimenti etnici o nei punti vendita gestiti da africani. Ovviamente sono venduti freschi e non fatevi ingannare dal colore e dalla forma, perché somigliano alle banane non maturate ma le dimensioni come vi abbiamo già spiegato, sono maggiori.

Come si cucina il platano

È arrivato il momento di approfondire l’aspetto culinario del platano, la sua buccia non è molto dura ma per facilitare l’estrazione del frutto si praticano dei tagli in senso verticale. Nella cucina venezuelana vi sono molte ricette a base di platano, principalmente fritto, ovviamente può essere anche bollito o cotto al forno, come le patate. In base al grado di maturazione può essere un contorno per i piatti salati oppure l’ingrediente principale di zuppe e minestre. Il platano viene anche essiccato e si ricava una farina che si può conservare per alcune settimane in un luogo asciutto e privo di umidità, oppure può essere congelato intero (privo di buccia) in un sacchetto di plastica.

Un’antica ricetta degli Indios prevede di lavare e asciugare la buccia esterna di alcuni platani (con la buccia nera) e tagliarli a fettine. In una pentola di ghisa fare sciogliere un cucchiaio di strutto e aggiungere olio extravergine di oliva, immergere le fettine di platano e farle dorare 30 secondi per lato. Per evitare che si attacchino scuotere leggermente la pentola e utilizzare una spatola di legno. Poi abbassare la fiamma e terminare la cottura per renderli croccanti (circa 10 minuti). Se siete abili con i coltelli potete tagliare delle fettine sottilissime per fare delle chips di platano.

Della pianta del platano non si utilizzano solo i frutti, le foglie vengono intrecciate per realizzare stuoie e borse, a volte vengono persino impiegate per imballare prodotti da spedire, mentre quelle più sottili sono ottime per ottenere le cartine per le sigarette. Con le foglie di platano si produce una fibra preziosa, tra cui la canapa di Manila, inoltre nelle zone tropicali si usano come piatti per servire le pietanze. Infine ricordiamo che il succo di platano in Oriente è considerato un ottimi antidoto contro i morsi di serpente.

Flavia

La salute non s’acquista coll’andar dal farmacista. [cit.]

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