Guida all’interpretazione dell’analisi dell’emocromo: cosa indicano mch e mchc

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Attraverso le analisi dell’emocromo si possono dedurre con sorprendente precisione tutte le condizioni dell’organismo, oltre che ovviamente i livelli delle varie componenti del sangue. Tra di esse, ci sono i mch e mchc, ovvero dei valori calcolati in base al livello di ematocrito e di emoglobina e che, se troppo alti o troppo bassi, possono indicare determinate patologie o carenze.

Ed ecco un piccolo vademecum di cosa può significare un ematocrito alto o basso. Partiamo dal presupposto che l’ematocrito indica il volume delle cellule ematiche, ossia le cellule del sangue, rispetto al plasma, ed è il primo valore da andare a controllare quando si ritirano i risultati delle analisi del sangue, siano esse di routine o specifiche. Ora, per cellule ematiche si intendono i globuli rossi, anche detti eritrociti, i globuli bianchi, anche detti leucociti, e le piastrine.
Il valore dellʼmch e dellʼmchc permettono una diagnosi corretta e precoce a livello medico, basandosi sui valori di riferimento standard di ogni sostanza presente nel sangue.

Quando lʼematocrito è basso, e quindi anche il valore dellʼmchc è basso, sarà plausibile sospettare una condizione di anemia. Non però se si tratta di una donna in gravidanza, soprattutto nel terzo trimestre, per la quale un calo di questi valori sarà fisiologico è del tutto normale.

Se invece sono i linfociti ad avere livelli troppo elevati o troppo bassi, allora si potrà pensare ad un’infiammazione in corso: i linfociti T sono in grado di individuare se le singole cellule sono state infettate da un virus, mentre i linfociti B sono adibiti alla produzione di anticorpi.
Se invece l’ematocrito è alto, le cause possono essere diverse.

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Tra le più importanti possiamo trovare la perdita di liquidi, la disidratazione, le ustioni, l’assunzione di farmaci, le malattie, oppure la mancata ossigenazione dei tessuti. Quando i valori dei globuli rossi nel sangue si alzano, ovvero si verifica un caso di policitemia, esso si traduce in un aumento di emoglobina plasmatica e, quindi, dell’ematocrito.

A livello sintomatico, l’individuo presenterà mal di testa, eritemi, vertigini e ipertensioni. Questo innalzamento può essere ricollegato a diverse patologie e spesso viene scoperto solo casualmente. 
Ad ogni modo, che i valori dell’emocromo siano alti o bassi, è bene comunque consultare un medico per farsi aiutare nella lettura e per capire quale procedura acquisire a seconda dei valori riportati, sia da un punto di vista farmacologico, sia da un punto di vista di dieta alimentare.

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