Acetosa: virtù, proprietà

Acetosa, ottime virtù diuretiche e digestive

Acetosa: virtù, proprietà benefiche per l’organismo e controindicazioni

L’acetosa è una pianta erbacea perenne nota scientificamente con il nome di Rumex acetosa che appartiene alla famiglia delle Polygonaceae ed è diffusa in tutta Europa e anche nel nostro territorio. Cresce spontaneamente lungo corsi d’acqua, nelle zone marine e montane e predilige suoli argillosi, profondi e umidi. E’ molto resistente al clima freddo così come ai parassiti ed alle intemperie. Può essere raccolta tutto l’anno e si presenta con una radice di grosse dimensioni dalla quale si sviluppa il suo fusto di colore rossastro, che può sfiorare anche il metro di altezza. L’acetosa è una pianta officinale, molto nota ed apprezzata per le sue innumerevoli virtù fin dai popoli più antichi: si dice che i Romani e gli Egizi già ne apprezzassero le sue innumerevoli proprietà benefiche, tra le quali figurano quelle digestive e diuretiche. Di essa, in ambito erboristico, si utilizzano soprattutto le foglie, i fusti e le radici. Scopriamone di più!

Acetosa: virtù, proprietà
Acetosa

Acetosa: principi attivi e indicazioni terapeutiche

L’acetosa, detta anche erba brusca, può essere utilizzata sia per la preparazione  di decotti e che di tisane, sia in ambito culinario per la preparazione di insalate o ancora bollita e condita come le verdure cotte e trova impiego anche in ambito cosmetico. Possiede apprezzabili proprietà emmanagoghe ed antinfiammatorie, oltre che digestive e diuretiche e tra i principi attivi in essa contenuti, possiamo citare: calcio e potassio, ferro, amido, mucillagini ( importanti per chi soffre di stitichezza) e olii, vitamina C e antrachinoni. Trova validi impieghi in caso di disturbi legati all’apparato gastro-digerente, emorroidi, psoriasi, influenza e febbre, gengiviti, alitosi ed infiammazioni della bocca e del cavo orale e svolge anche una importante azione lassativa e in virtù di ciò è particolarmente indicata in caso di stipsi. Infine il succo, soprattutto in passato, veniva utilizzato per eliminare la ruggine.

L’acetosa in ambito gastronomico

Nelle epoche passate, rimedi curativi a base di acetosa, erano impiegati nei gravissimi casi di carenze di vitamina C ( come nello scorbuto) o ancora per curare, per quanto fosse possibile, la peste. La pianta contiene ossalato di calcio e ciò le conferisce un sapore pungente e leggermente amarognolo. Le foglie di acetosa possono essere utilizzate in ambito culinario per il loro caratteristico gusto, tra l’acidulo e l’amarognolo. Esse possono essere consumate crude, all’insalata e condite con sale e olio ad esempio; oppure possono essere cotte ed abbinate a carne rossa o bianca oppure pesce ( ad esempio quelli di fiume). E’ possibile, inoltre, utilizzare le foglie di questa pianta per la preparazione di gustose omelette, salse dal sapore acidulo o ancora per conferire un aroma tutto particolare alle zuppe di legumi.

Quando non assumere i preparati a base di acetosa

Chi soffre di alcuni disturbi, quali ad esempio artrite, calcoli renali e reumatismi, non dovrebbe assumere preparati a base di acetosa. Prima di fare uso di questa pianta, dunque, è necessario, come per tutti i rimedi di origine naturale, chiedere il parere al medico o farmacista di fiducia, che indicherà i tempi e la modalità di assunzione. Inoltre, l’acetosa può provocare acidità ed è opportuno non assumere, se si soffre di particolari disturbi allo stomaco, grosse quantità di foglie crude, senza aver preventivamente ascoltato il parere dell’esperto. Gli ossalati, inoltre, possono risultare tossici se ingeriti in dosi eccessive e continuative nel tempo.

Per scoprire gli altri rimedi naturali e le altre erbe che non trovano solo validi impieghi in ambito culinario, visitate la categoria “Erbe e Spezie” presente sul nostro blog. A presto con nuovi utilissimi consigli!

 

 

 

 

 

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.